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No a ONG anche sul Monte Bianco, francesi rifiutano l’accesso “umanitario”

Da settimane le ONG riempiono le pagine dei nostri giornali. Salvano vite disperate africane e mediorientali nel mediterraneo, imbarcano i migranti mollati dagli scafisti ormai a ridosso delle coste africane e li traghettano nei nostri porti, ma non vorrebbero essere regolamentate secondo la legge. 

Il Sindaco di Saint-Gervais (ai piedi del Monte Bianco), un furbone che di anno in anno sposta i confini della vetta più alta d’Europa a suo favore, in queste ore è sbottato: “La vetta non è un bancomat”.

Jean-Marc Peillex ha negato l’autorizzazione per una gara di ultra-trail, la richiesta è pervenuta “dalla società Saevents, per finanziare un’operazione umanitaria promossa da Alima”, una Ong che offre aiuto sanitario in Africa. 

La domanda all’amministrazione comunale era per l’assistenza da parte di professionisti e guide alpine e per un supporto logistico lungo il percorso.

Un progetto “inammissibile”, sottolinea Peillex, perché “il Monte Bianco non è una terra da sfruttare o un bancomat, è semplicemente una vetta da raggiungere con umiltà, rispetto… e le tasse dei francesi non sono fatte per pagare un servizio pubblico e dei mezzi elitrasportati a degli incoscienti”.

Tempi duri per le ONG.   

 

 

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