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Alpinismo

Dopo il K2, vigilia di vetta sul Broad Peak per Mingma G. Sherpa

Mingma Gyalje Sherpa si sta dimostrando uno dei migliori himalayisti e professionisti in circolazione. È una guida alpina certificata, che fa parte delle sempre più numerose guide alpine del Nepal, come il presidente delle guide italiane Cesa Bianchi ieri ci ha comunicato. Professionisti riconosciuti e che possono lavorare in tutto il mondo mettendo in campo non soltanto la loro forza e resistenza fisica, ma anche tecnica e capacità imprenditoriale.

Troppo? Tutti capaci di rendere gloria ai vincitori? Intanto bisogna che qualcuno vinca. A noi commentatori seduti in poltrona (con l’aria condizionata – di questi tempi ci vuole), come spesso scrivono i nostro critici, fa piacere però scoprire un fenomeno naturale che riporta l’attenzione non solo all’ottima prestazione alpinistica sugli ottomila, portandoci i propri clienti e compagni di cordata ed assumendosi il rischio di scelte precise e con il disincanto e la passione, oltre che con il sorriso e l’aria di divertirsi molto.

Bravo. Bravo Mingma e bravi i suoi compagni, che domani proveranno a raggiungere la vetta del Broad Peak.

 Il 28 luglio era sul K2, è tornato al base e domani sarà al Broad, ma in primavera ha salito il Dhaulagiri ed il Makalu, poi s’è n’è andato in Pakistan salendo il Nanga Parbat, autocontestandosi la vetta, nel senso che ha immediatamente scritto di non essere sicuro di aver calcato il punto più alto della montagna. Una gran scorribanda di vette che porta a 9 quelle fatte senza ossigeno. Domani, se tutto va bene, saranno 10. E ci tiene a distinguere le une dalle altre.

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