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Mentre il Gonella chiude, al Torino l’acqua abbonda, come al Boccalatte

Il rifugio Gonella, che ha chiuso la stagione anticipatamente per mancanza d’acqua (lo scorso anno ne aveva avuta fino a meta agosto), come si intuisce dalla foto, in caso di stagione asciutta è isolato dalle fonti di acqua e dalla neve. Ci vorrebbe un investimento per poterla recuperare ed immagazzinare o per un approvvigionamento a maggiore distanza. Possibile, ma costoso. E il fatto che la via italiana al Monte Bianco sia sempre più sbarrata da seracchi e crepi disincentiva gli aspiranti alla vetta per ad affrontare questo percorso e di conseguenza a soggiornare nello splendido e rinnovato rifugio, gestito con passione da Mauro Bianchi e Davide Gonella. Evidentemente tutto questo induce alla prudenza verso ulteriori investimenti.

Il rifugio Torino, toccato dalla grazia rinnovatrice della SkyWay, celebrata a Courmayeur come l’“ottava meraviglia del mondo”, ha la fortuna di affacciarsi sui ghiacciai e l’abbondante scioglimento di questi, disgrazia generale, paradossalmente porta una gran quantità d’acqua ai punti di captazione del rifugio. È quanto racconta Armando Chanoine, che con la sua famiglia gestisce il “Torino”.

Al Boccalatte, anch’esso storico e rinnovato rifugio collocato dalla parte assolata delle Grande Jorasses, Franco Perlotto è tranquillo: anche lui si affaccia sui vicini ghiacciai che producono in questi giorni acqua in quantità.

La Dora, che raccoglie le acque della Val Veny e della Val Ferret, a valle misura con la sua piena, tutto l’abbondante scioglimento di neve e ghiaccio di questi giorni di zero termico oltre i 5000 metri. 

I “cambiamenti climatici” non sono solo una specie di mantra che recitiamo per farci sentire meno in colpa, ma sono una realtà che a cominciare dai tetti dei nostri paesi, le grandi montagne, hanno già modificato fragili equilibri. Dobbiamo mettere in atto in fretta tutte le azioni necessarie per adattarci alle nuove situazioni, anche sulle delicate terre alte del pianeta. In Himalaya, in Karakorum, nelle Ande, come sulle Alpi i ghiacciai non saranno più il grande serbatoio d’acqua per centinaia di milioni di persone, per la loro agricoltura e produzione energetica. 

Anche i rifugi alpini ce lo raccontano e al Gonella con saggezza montanara pensano già all’anno prossimo: iniziare prima la stagione e chiuderla, se necessario, in piena estate, come quest’anno.

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