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Cronaca, Natura, Primo Piano

Ancora orso, tra selfie e scorribande

Mentre in Trentino la politica cerca in tutti i modi di “aiutarli a casa loro” in Abruzzo l’integrazione sembra invece funzionare (ironicamente) bene. Stiamo parlando di orsi.

In  Trentino sono arrivate delle segnalazioni alla forestale di gente che nei boschi di San Giovanni al Monte va alla ricerca degli orsi con l’intento di scattare foto o girare video cercando di attirarlo con del cibo. Forse è inutile ricordare che in un momento in cui la convivenza uomo-orso è così difficile è meglio avere una foto da mille like in meno che trovarsi faccia a muso con un orso. 

In Abruzzo invece la situazione è diversa, infatti questa volta è stato l’orso ad entrare in una casa nel paese di Villavallelonga, in provincia dell’Aquila, nella notte tra venerdì e sabato.

Mario, questo il nome dell’orso, era già noto alle autorità per le scorribande nei pollai e per le passeggiate notture nei paesi alla ricerca di cibo. Per questo motivo le guardie del Parco gli avevano applicato il radiocollare.

La cucina dopo il passaggio dell’orso @laRepubblica

Venerdì notte il segnale indicava che l’animale si stava spostando per i borghi di Villavallelonga e che si era infilato in un vicolo cieco, dal quale è riuscito ad uscire intrufolandosi nella finestra non chiusa di una cantina. Da lì l’orso è salito al secondo piano dell’abitazione trovandosi nel salotto.

A quel punto però l’allarme è scattato e il padrone di casa, mentre moglie e figli dormivano, si è alzato pensando fossero i ladri ma si è trovato davanti all’orso, accanto al divano. La famiglia è riuscita a scappare terrorizzata sul balcone, mentre pochi minuti dopo sono arrivati i guardia parco che stavano cercando Mario.

La famiglia è stata evacuata dal balcone mentre l’orso si addormentava da solo in salotto. A quel punto è arrivato un veterinario da Pescasseroli che ha sedato l’animale che poi è stato trasportato all’interno del parco, molto lontano dal paese.

I responsabili del Parco Nazionale d’Abruzzo hanno dichiarato: “È un episodio che purtroppo farà discutere. Una cosa così succede una volta su un milione, ora temiamo per il futuro dell’animale. Vogliamo proteggerlo”.

In una nota i responsabili del Parco fanno sapere che verrà fatto un “serrato e continuativo monitoraggio, pur nella consapevolezza che non basta a garantire che l’orso non frequenti i centri abitati. Purtroppo, la presenza elevata di fonti alimentari, facilmente accessibili, costituisce una forte attrattiva per l’orso che vi si è abituato”
 
“Siamo molto vicini alla famiglia che è stata vittima di una situazione incresciosa che nessuno vorrebbe vivere. Lavoriamo quotidianamente per favorire la convivenza tra uomini e orsi, ma quello che è accaduto questa notte è difficile da accettare, per cui ho contattato immediatamente il Ministero dell’Ambiente che ha convocato una riunione urgente per lunedì mattina, nel corso della quale sarà affrontato il problema della gestione di un orso confidente che opera, da mesi, prevalentemente nella zona di protezione esterna e fuori dal Parco per trovare una soluzione, sia nell’interesse della conservazione dell’orso, sia della tranquillità delle persone. L’evento di questa notte ripropone la necessità, per la conservazione dell’orso, di mettere in campo azioni che coinvolgano tutte le Amministrazioni che operano sul territorio, evitando di lasciare solo al Parco la soluzione di problemi che implicano altre competenze e altre responsabilità”.

L’orso è considerato “patrimonio indisponibile dello stato” e quindi, se scattassero le denunce, potrebbe essere messo in cattività. L’Ente Parco ha spesso segnalato la necessità di rendere inacessibili agli orsi quelle cantine o spazi che sono facile richiamo per l’animale.

 

Foto in alto d’archivio: USA, Colorado @Mysocialpet

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