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Amore e bici: gioia e passione alla Maratona dles Dolomites

La prima bicicletta fu inventata dal barone von Sauerbronn il 12 giugno 1817 (senza pedali né freni), una sorta di mezzo a due ruote molto primitivo. Con gli anni è diventata uno sport appassionante e uno stile di vita, come quello di oggi per i virtuosi della sostenibilità ambientale. Tutte componenti che domenica 2 luglio accumuneranno gli oltre 9.000 ciclisti provenienti da tutto il mondo che parteciperanno alla Maratona des Dolomites. Amore (che è anche tema di questa edizione) per la bici e per le Dolomiti, che anch’esse hanno bisogno di essere amate come patrimonio meraviglioso.

Partenza alle 6.30 da La Villa (con arrivo a Corvara) per la 31a edizione della Maratona dles Dolomites-Enel 2017, la regina delle Granfondo internazionali, 69 le diverse nazionalità dei partecipanti selezionati tra le oltre 33.000 richieste di adesione. E quest’anno saranno 3.500 i ciclisti, sul totale degli iscritti, al loro debutto lungo i percorsi della Maratona. Il sorteggio infatti fa sì che il cambiamento dei partecipanti sia continuo e dia la possibilità a nuovi ciclisti di conoscere l’Alta Badia e le Dolomiti.

La metà dei ciclisti è italiana, l’altra proviene da tutti i cinque continenti. Da Germania, Gran Bretagna, Paesi Bassi e Danimarca i paesi con più rappresentanti europei, mentre Emirati Arabi, Thailandia, Cina, Costa Rica e Brasile, sono quelli con i ciclisti che arrivano da più lontano. Non mancano i nomi noti dello sport e di altri settori, a testimoniare come la Maratona dles Dolomites-Enel 2017 sia un evento di grande richiamo internazionale.

I percorsi

Tre sono i percorsi collaudati da tempo che i ciclisti possono affrontare secondo aspirazioni e stato di forma.

Lungo, 138 km: La Villa, Corvara, passo Campolongo, Arabba, Passo Pordoi, bivio per passo Sella, passo Sella, Plan de Gralba, Passo Gardena, Corvara, passo Campolongo, Arabba, Colle Santa Lucia, Passo Giau, Pocol, passo Falzarego, passo Valparola, San Cassiano, La Villa, Corvara. Il punto più alto è costituito dal passaggio sul passo Pordoi a quota 2.249 m, il dislivello complessivo è di 4230 mt.

Medio, 106 km: La Villa, Corvara, passo Campolongo, Arabba, passo Pordoi, bivio per passo Sella, passo Sella, Plan de Gralba, passo Gardena, Corvara, passo Campolongo, Arabba, Pieve di Livinallongo, Cernadoi, passo Falzarego, passo Valparola, San Cassiano, La Villa, Corvara. Il dislivello è di 3130 mt.

Sella Ronda, 55 km: La Villa, Corvara, Passo Campolongo, Arabba, passo Pordoi, bivio per passo Sella, passo Sella, Plan de Gralba, passo Gardena, Corvara. Il dislivello è di 1780 mt.

Alcuni numeri in 30 anni di maratona

Sono 19 i vincitori nelle 30 edizioni passate, di cui 5 provenienti dall’estero. Il record di presenze spetta a Rentergent Heiner con 28 partecipazioni.

In 30 anni di gara sono partiti 185.360 ciclisti, di cui 84.611 sono persone diverse.

Sono oltre 79.000 i ciclisti che in 13 anni di sorteggio hanno provato ad iscriversi senza successo.

Sono in aumento le richieste dall’estero, soprattutto dal Regno Unito e Paesi Bassi.

Il numero chiuso è un plus della Maratona. I 9.000 partecipanti infatti non sono l’unica limitazione, Visto il successo mediatico e di richieste anche i Tour Operator devono essere limitati con la richiesta che supera di gran lunga l’offerta. Lo stesso vale per i partner della manifestazione, limitati a 24 aziende.

Una maratona solidale

Anche per questa edizione della Maratona, i progetti di beneficenza finanziati grazie alle iscrizioni solidali, sono affidati a tre associazioni: Assisport Alto Adige (www.sporthilfe.it) che sostiene veri talenti sportivi, ragazzi che non hanno la possibilità di finanziarsi le competizioni; associazione “Alex Zanardi Bimbingamba” (www.bimbingamba.com) che realizza protesi per i bambini che hanno subito amputazioni e che non possono usufruire dell’assistenza sanitaria; Associazione Gruppi “Insieme si può…” Onlus/ONG (www.365giorni.org) che sostiene un progetto legato alle persone con disabilità. Nel 2016 le iscrizioni solidali hanno scelto loro: gli ultimi tra gli ultimi del mondo. Le persone disabili, in un paese poverissimo e ancora socialmente molto arretrato come l’Uganda. In centinaia di occhi che, sino a ieri, avevano conosciuto solo esclusione, sofferenza, sconfitta, si è riaccesa la luce. Grazie ai proventi ricevuti sono stati realizzati: 33 interventi correttivi e 12 percorsi di screening per terapie specifiche ad altrettanti bambini disabili; 31 persone che per tutta la vita hanno strisciato a terra hanno ricevuto carrozzine e stampelle adeguate; 9 persone con disabilità sono state formate professionalmente; 5 famiglie con disabili sono state sostenute nell’avvio di attività per raggiungere l’autosufficienza economica. Inoltre, a sostegno di tre organizzazioni che offrono ospitalità a persone disabili abbandonate, si sono realizzati essenziali interventi alle strutture e si sono sostenute non solo le terapie, ma anche programmi di auto-sostentamento e mutuo aiuto.

 

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