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Killian Jornet non smette più di correre: convalidato anche il Cho Oyu

Si diceva riguardo alla conferma della sua terza vetta: “se arrivasse porterebbe con se anche un’altra grande soddisfazione: aver scalato 3 ottomila in 20 giorni”. Ora quella validazione dall’Himalayan Database è arrivata. Secondo quanto riporta LaVanguardia, Billi Bierling dopo aver visionato i tracciati gps ed ascoltato il racconto di Killian ha deciso che erano sufficientemente consistenti per credere che l’atleta spagnolo abbia effettivamente raggiunto gli 8.201 metri del Cho Oyu il 7 maggio, durante l’acclimatamento per i successivi tentativi all’Everest. 3 vette sopra gli 8.000 in 20 giorni senza ossigeno ausiliario, in solitaria e sempre in velocità: un bottino incredibile per la prima spedizione sui giganti della terra.

In ogni caso pare che Jornet non si sia fermato troppo a pensarci: a due settimane dalle salite himalayane l’alpinista ha corso “Geiranger from Fjord to summit”, una mezza maratona in Norvegia, dove ora risiede, con un percorso che prevede 1700 metri di dislivello positivo, completandola con 12’ di vantaggio sul secondo classificato e chiudendola  in 1 ora, 30 minuti e 53 secondi.

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13 Comments

  1. Eccezionale Killian! Straordinario e fortissimo!
    @ Mario: potresti sempre provarci tu a fare una maratona con un piede solo e solo se piove, aggiungerei anche con la tastiera del pc appresso, così da poterci illuminare con queste perle di saggezza.
    @ Brigoni: è noto che gli atleti, che so, francesi o italiani (scegli tu!) sono tutti puliti invece, mica come gli spagnoli…ma per favore…. per la serie “non facciamo di tutta l’erba un fascio”….
    Complimenti davvero! 3 8mila in 20 giorni, e la gente che ancora parla…..blablabla…..
    Super!

    1. non so a te… ma a me i dopati fanno schifo. di qualsiasi nazionalità siano… probabilmente oltre a bacco ti piacion le bombe
      COMPLIMENTI

    1. l’analisi di Omar è, a mio avviso la più corretta. E non esiste doping che possa implementare in alcun modo queste doti. Lo dico da medico, anche

      1. Il suo curriculum sportivo lo testimonia: sci alpinismo, skyrunning, vertical running, ultra trail, salite di livello sulle Alpi e ora con le alte quote sui giganti della Terra. Il tutto condotto ad un livello prestazionale altissimo su tipologie di terreno molto diverse tra loro: sterrati, roccia, ghiaccio.

        1. Grande atleta ma anticipo “alby” sul quel “salite di livello”: non sono salite di livello vie già percorse e adatte a performance di velocità. Le “salite di livello” e su questo mi trovo perfettamente in sintonia sono ripetizioni di vie di eccezionali difficoltà tecnica, psichica e fisica e/o le prime. Non mischiamo alpinismo con sport.

    1. Buonasera Mario,
      in diverse interviste Kilian ha dichiarato di essere riuscito ad evitare le corde fisse, ma non la scala al “second step”.
      Speriamo di esserti stati utili 🙂

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