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Cervino Cinemountain: le prime novità e le soprese della ventesima edizione

Alpinisti alle prese con nuove sfide, artisti dell’arrampicata, funamboli delle pareti, pastori solitari alle pendici dei monti, esploratori del possibile e dell’impossibile, comunità e popoli delle vette: sono loro, e le loro storie, i protagonisti assoluti del festival internazionale di film di montagna più alto d’Europa.

Il Cervino CineMountain, in scena dal 5 al 14 agosto, si annuncia più che mai ricco di novità e proposte nel segno della vertigine e dell’ebbrezza dell’altitudine. In particolare, saranno 11 le opere già vincitrici dei più prestigiosi festival internazionali che si contenderanno il Grand Prix des Festivals – Conseil della Vallée, l’equivalente di un “Oscar” per i film di montagna,

I primi grandi nomi annunciati

 Mentre di ora in ora si allunga l’elenco dei partecipanti e delle adesioni, si possono già anticipare alcune delle personalità che renderanno speciale l’edizione XX. A partire da Hervé Barmasse, enfant du pays e tra i massimi interpreti mondiali dell’alpinismo, reduce, con il tedesco David Göttler, dalla scalata della parete Sud Ovest dello Shisha Pangma (8.024 metri). Un’impresa realizzata in stile alpino, seguendo un’etica alpinistica rigorosa sulle orme di padri nobili come Bonatti e Messner. Barmasse racconterà il “suo” Cervino, vetta che è il suo nume tutelare, l’“unità di misura” dell’avventura e simbolo del rapporto tra l’uomo – con i suoi limiti – e la natura estrema.

Confermata anche la presenza di Alain Robert, meglio noto con uno o l’altro dei suoi soprannomi: l’homme araigné, the French Spiderman. Una partecipazione tutta giocata sul filo (di ragnatela) della vertigine urbana e della sorpresa, della performance che si fa arte, spettacolo e magia. Alain presenterà il film che gli ha dedicato il regista William Japhet, L’Homme Araigné, del 2016, e parteciperà allo spettacolo finale, Vertigo, uno show originale e inedito che chiude il sipario della manifestazione. Oltre ad Alain Robert, partecipano, guidati dal regista Gianluca Rossi, Arcangela Redoglia, Anicet Leone, Andrea Damarco, Boylerz e Andrea Carlotto. Un’unione di danza verticale, musica, mappature aeree, teatro e luci: Vertigo racconta attraverso una pluralità di linguaggi la verticalità che contraddistingue sia la montagna che la città, la bellezza racchiusa nell’eterna ricerca di un equilibrio sempre messo alla prova, il richiamo potente del vuoto e dell’altitudine.

Grand Prix des Festivals – Conseil della Vallée: le 11 pellicole in concorso

Aspettando la chiusura delle iscrizioni, è già nota la rosa dei film in concorso per il Grand Prix des Festivals – Conseil della Vallée: tutti sono stati premiati dai festival più prestigiosi, membri dell’International Alliance for Mountain Film, di cui il Cervino CineMountain è socio fondatore. La montagna è raccontata in tutte le sue innumerevoli declinazioni: etnografiche, sociali, ambientali, antropologiche, naturalistiche, spirituali, sportive. In programma, le imprese dei protagonisti dell’alpinismo mondiale tra successi e fallimenti (A Line Across the Sky, di Josh Lowell
 e Peter Mortimer,  Citadel, di Alastair Lee, l’italiano Verso l’ignoto di Federico Santini);  le storie di chi, spesso nell’ombra, lavora “dietro le quinte” delle grandi imprese (Freedom Under Load di Pavol Barabas, K2 and the invisible footmen di Iara Lee, Sherpa di Jennifer Peedom); la montagna vissuta quotidianamente, con duro lavoro solitario e minuzioso, fra tradizione e modernità, luoghi remoti e incontaminati e cambiamenti climatici (La bergère des glaces, di Stanzin Dorjai Gya e Christiane Mordelet, Samuel in the Clouds di Pieter Van Eecke); le sfide visionarie a una natura impossibile da ammaestrare (The Accord, di RC Cone); la montagna narrata nei suoi aspetti sociali e culturali (Urmila, my memory is my power, di Susan Gluth); la natura straordinaria e misteriosa alle pendici dell’Himalaya (Mistery Monkeys of Shangri-La, di Mark Fletcher).

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