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CNSAS, con il Decreto Madia chiarite le competenze esclusive

Novità per chiarire meglio le competenze in tema di soccorso alla persona effettuate dal Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) arrivano da un importante Decreto Legislativo firmato in data 24 maggio dal Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, Marianna Madia. Il Consiglio dei Ministri ha approvato in esame definitivo tre Decreti Legislativi di attuazione della legge di riforma della pubblica amministrazione, fra cui le “Disposizioni recanti modifiche al decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139 concernente l’ordinamento del personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, e altre norme per l’ottimizzazione delle funzioni del Corpo nazionale dei vigili del fuoco ai sensi dell’articolo 8, comma 1, lett. a), della legge 7 agosto 2015, n.124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche”.

Durante l’iter di discussione dei Decreti Legislativi, le istituzioni dello Stato – in primis il Consiglio dei Ministri, ma anche numerosi parlamentari e il Dipartimento della Protezione Civile – si sono prestati con grande capacità di dialogo ad un approfondimento dell’esatto ruolo del CNSAS nel contesto del pubblico servizio e nello specifico nelle importanti e delicate problematiche delle operazioni di soccorso/elisoccorso sanitario e soccorso tecnico negli ambienti e scenari legati all’ambiente montano, ipogeo ed a quelli ostili ed impervi del territorio nazionale

Il risultato è stato il Decreto Legislativo sopra menzionato ed approvato ieri che riordina il complessivo ruolo e le funzioni del CNVVF, sancisce e rende chiaro il concetto fondamentale di affidamento del coordinamento/direzione dei soccorsi di carattere sanitario e dell’elisoccorso al Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico e alle Regioni e Province Autonome che questi servizi istituiscono e dirigono, con ovvia esclusione delle grandi emergenze e calamità di protezione civile o ad essa assimilabili, dove altri soggetti sono deputati per professionalità e capacità a coordinare.

Sono state, dunque, recepite alcune importanti note chiarificatrici. Nella relazione allegata al decreto, parte integrante del provvedimento, si legge infatti: “In relazione alle modifiche apportate ai commi 1 e 2 dell’articolo 24 del decreto, si precisa che sono comunque fatte salve le competenze del Corpo nazionale del soccorso alpino e speleologico in tema di coordinamento dei soccorsi di cui all’articolo 1, comma 2, della legge n. 74/2001 e all’articolo 80, comma 39, della legge n. 289/2002. Analogamente restano ferme le competenze delle regioni in materia di soccorso sanitario. (…) In merito al comma 10 –  che fa salve le funzioni spettanti al Corpo nazionale del soccorso alpino e speleologico, nonché le competenze delle regioni e delle province autonome in materia di soccorso sanitario – il Consiglio di Stato e le Commissioni parlamentari auspicano che vangano garantire forme di coordinamento amministrativo e operativo, con modalità sancite da appositi strumenti di intesa. Le medesime Commissioni hanno, altresì, segnalato l’opportunità, pienamente condivisa, di assicurare un’adeguata verifica, in sede applicativa e operativa, dell’efficienza e dell’effettività delle forme di coordinamento previste. (…)”. 

Il testo di legge sancisce ancora una volta – come disposto dalla Legge 21 marzo 2001, n. 74 e ribadito dalla Legge 27 dicembre 2002, n. 289 – anche, il rapporto esclusivo delle Regioni e delle Province Autonome per tramite dei Servizi di urgenza ed emergenza con il CNSAS nell’ambito del soccorso sanitario in ambiente montano, ipogeo ed impervio. Non è infatti un caso che le stesse Regioni e Province Autonome abbiano supportato nella Conferenza Unificata Stato-Regioni questa tesi che, oltre ad essere pacifica da un punto di vista giuridico, è supportata dalla quotidiana e trentennale attività, ad esempio, nel settore specifico dell’elisoccorso.

Il CNSAS ha accolto con soddisfazione questo ennesimo attestato di stima e fiducia da parte delle massime istituzioni dello Stato: un ulteriore stimolo per tutti gli uomini e donne del Soccorso Alpino e Speleologico, una realtà forse poco nota ma che da più di 60 anni assicura un servizio di soccorso di altissimo profilo tecnico e professionale, gestendo ogni anno più di 8 mila interventi “salvavita” dove l’ambiente è davvero estremo, con l’attività di oltre 20 mila tecnici volontari.

Anche la collaborazione con gli altri Enti dello Stato nel comparto dei pubblici servizi e dei servizi di pubblica utilità resi alla cittadinanza, chiarite ancora una volta le reciproca peculiarità e competenze, potrà avere nuovi orizzonti e rendersi sempre più proficua, nell’interesse primario dell’utenza che deve sempre essere obiettivo finale di ogni attività di soccorso.

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