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Anche l’Everest entra a pieno regime. A nord vetta per Colibasanu ed acceleratore per Kilian

Il tetto del mondo era rimasto leggermente indietro rispetto alla tabella di marcia, soprattutto a sud dove le condizioni meteo avevano di molto rallentato le operazioni di fissaggio delle corde fino alla vetta. Ieri gli sherpa hanno terminato di attrezzare la via ed a seguire sono arrivati i primi alpinisti in cima, in particolare un gruppo di militari gurkha. Questa mattina un’altra trentina di persone, tra alpinisti e sherpa, è arrivata in cima. Nonostante ciò, per l’ondata principale bisognerà aspettare realisticamente settimana prossima, quando il tempo dovrebbe migliorare. 

Si segnala che Ferran Latorre è tornato sulla montagna, dopo l’influenza che lo ha costretto a Lukla qualche giorno, e ieri è arrivato a colle sud, per poi ridiscendere.

A nord invece va un po’ meglio: l’11 scorso il team di sherpa deputato al fissaggio corde ha aperto la via fino alla cima e dal 13 sono iniziate le ascensioni. La montagna dal versante tibetano pare essere in ottime condizioni.

Lasciando da parte le spedizioni commerciali, il rumeno Horia Colibasanu è riuscito ad arrivare in vetta questa mattina alle 6,20. “E’ stato molto molto duro e molto molto freddo” le prima parole dell’alpinista che conquista l’ottavo 8000 senza ossigeno e sherpa di supporto.

Sempre sul versante tibetano Kilian Jornet continua l’acclimamento ed ha messo l’acceleratore, del resto il suo obiettivo è un record di velocità, e ieri sera ha informato di aver raggiunto gli 8400 metri in poco meno di 6 ore dal campo base. 

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