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Ambiente

Il ghiacciaio Petermann rischia di sparire

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NEW YORK, Usa — Gli effetti del cambiamento climatico si fanno sentire in tutta la loro intensità. Uno dei più grandi ghiacciai della Terra, il Petermann, in Groelandia, sta scomparendo. L’allarme è stato lanciato da Greenpeace, che ha inviato da alcuni mesi una nave a studiare gli effetti dei mutamenti climatici sull’Artico.

Il Petermann, spiega l’organizzazione ambientalista, è grande quanto Manhattan. "L’attuale ritmo di fusione del ghiaccio artico – sostengono gli ecologisti – ha raggiunto livelli senza precedenti". Il ghiacciaio è stato spaccato da un fiume lungo 27 chilometri, con una portata di 50 metri cubi al secondo. A questo ritmo potrebbe riempire una piscina olimpionica in meno di un minuto. Inoltre, in profondità il ghiacciaio si sta sciogliendo a una velocità ancora maggiore che in superficie.

"La perdita di un ghiacciaio come quello di Petermann – sottolinea Greenpeace – avrà conseguenze sull’innalzamento del livello del mare. I ghiacci del Polo nord lanciano segni evidenti di un ambiente unico che va estinguendosi a causa delle emissioni di gas serra, con dirette conseguenze per chi abita questi luoghi, come foche e orsi polari".

Ma cattive notizie non sono finite. Secondo un recente studio della Nasa "la calotta glaciale non solo diventa sempre più piccola ma anche più sottile e giovane, tanto che la scomparsa della calotta polare artica (i ghiacci che poggiano sul mare) è attesa già nelle estati del 2030".

I leader mondiali dell’ultimo G8 si sono impegnati a limitare l’aumento della temperatura globale al di sotto dei 2 gradi. Ma, fanno notare gli ambientalisti, non hanno indicato il modo in cui sarà raggiunto questo obiettivo. E’ invece necessario indicare cifre concrete per evitare che il riscaldamento globale provochi impatti irreversibili e catastrofici. Secondo Greenpeace occorre stabilizzare le emissioni di gas serra entro il 2015, per poi ridurle drasticamente portandole il più vicino possibile allo zero entro il 2050.

Intanto gli scienziati italiani del Comitato Evk2cnr continuano a raccogliere dati sui ghiacciai in alta quota e sulle masse d’aria d’inquinanti in movimento sopra l’Asia, attraverso la celebre rete di monitoraggio globale Share. I dati vengono trasmessi costantemente alla Unep, il programma ambientale delle Nazioni Unite, per valutare la situazione globale delle emissioni di gas serra e le loro conseguenze sugli ecosistemi.

WP

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