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Skialp, Greco fuori dalla nazionale

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SONDALO, Sondrio — Non compare più, il nome di Adriano Greco, tra la rosa di allenatori della nazionale italiana di scialpinismo. Una decisione che ha lasciato sorpresi molti, per primo l’alpinista e skyrunner valtellinese, che ha fatto la storia di questo sport e svolgeva il ruolo di commissario tecnico da circa un decennio. Ma la Fisi assicura: "Si tratta di una decisione provvisoria, in attesa di trovargli una collocazione più idonea".

La decisione federale è arrivata come un fulmine a ciel sereno per l’ormai ex-ct. "Non ho ricevuto né una lettera, né una telefonata – ha detto Greco ai microfoni di Maurizio Torri -. Dopo tanti anni in prima linea, mi sono sentito pugnalato alle spalle. Brucia, soprattutto, il fatto che nessuno si è preso la briga di avvisarmi".

Greco, per lo scialpinismo, non era solo l’allenatore della nazionale. E’ uno che ha fatto la storia di questo sport oltre che dello skyrunning. Tra gli anni ottanta e novanta è stato il protagonista di record e gare internazionali, vincendo per ben cinque volte il Pierra Menta. Nel 1994, a seguito di un grave infortunio, ha iniziato a muoversi a livello organizzativo, impegnandosi in prima linea per il futuro dello scialpinismo.

E’ lui che ha avviato molti giovani di talento all’agonismo – nomi come Guido Giacomelli, Francesca Martinelli, Roberta Pedranzini, Lorenzo Holzknecht -. E’ lui che ha spinto per creare le categorie giovanili, è sempre lui che ha portato avanti diverse battaglie affinchè lo scialpinismo godesse di maggiore considerazione da parte della Fisi. Greco ha inventato le gare a staffetta. La sua esperienza in questo sport è riconosciuta a livello internazionale: viene consultato dai tracciatori delle gare più celebri, e consultato dagli atleti stranieri per consigli su materiali e allenamento.

Nel 2001 è diventato il primo tecnico della neonata nazionale di scialpinismo. Un ruolo che ha mantenuto fino a ieri, e che solo da un anno condivideva con Emmanuel Conta. "Lo scorso anno – ha spiegato Greco a Torri -, vista la mancanza di fondi per coprire anche solo le spese di trasferta, ho lasciato il ruolo di selezionatore a Emanuel Conta. Essendo lui in forze ad un corpo militare, la sua nomina esonerava la Fisi da ulteriori oneri remunerativi. Pur restando in stand by, in vista di tempi migliori, ho comunque dato il mio contributo rimanendo al fianco della squadra nelle manifestazioni più rappresentative".

Ma alla Fisi si dicono ben consapevoli del suo valore, e spiegano che si tratta solo di una situazione temporanea. "Adriano è una persona capacissima – ci ha detto Lorenzo Conci, consigliere Fisi per lo scialpinismo – ha fatto molto per questo sport. Siamo solo in attesa di trovare per lui una nuova collocazione. Aveva poco tempo per seguire gli atleti durante la stagione e aveva dato la disponibilità per un numero limitato di gare: non era situazione stabile che potesse funzionare per un ruolo come quello dell’allenatore. Adesso cercheremo di capire che altra soluzione trovare, dove potrebbe essere ancora utile".

Dunque, niente di definitivo. "Assolutamente no – conferma Conci – ma lo sa anche Adriano. Capisco la sensazione di essere tagliato fuori, perchè interrompere una cosa che si è fatta per dodici anni è sempre difficile. Ma gli troveremo senz’altro una nuova collocazione. Stiamo cercando di fare ordine in tutte le cose e di essere proiettati nel futuro, dove sicuramente ci sarà spazio anche per Adriano".

Lo "screzio", dunque, è forse destinato a rimarginarsi presto. "Lo scialpinismo è il mio mondo – ha detto infatti Greco -. Ho molta passione e so di avere ancora qualcosa da dare. Anche se fa male il vedersi trattare così, in caso di chiamata dalla federazione, risponderei ancora presente".

Greco, ad oggi, ricopre ancora il ruolo di delegato tecnico internazionale per la Ismf, International Ski Mountaineering Federation.

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Luca Salini: quale scialpinismo senza Greco?
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Sara Sottocornola

Links: Sportdimontagna.com

Essendo valtellinese conosco di fama ed ho anche avuto modo di incontrare entrambi in varie occasioni pur senza avere una conoscenza diretta so per certo che fino da molti anni fa ( almeno 12-15 )Adriano è stato veramente molto impegnato con i giovani, non so quanto ne abbia guadagnato in termini economici, sicuramente ha speso moltissimo in impegno e professionalità. Probabilmente come dice Luca Salini non poteva arrivare dappertutto né magari aveva tutte quelle capacità; vedremo se in futuro ci sarà qualcuno che da solo sappia fare meglio; una cosa è certa, per noi valtellinesi lo scialpinismo ( inteso come gare d’altissimo livello )è iniziato con Greco – Meraldi ed il mio cuore parteggia quindi per Adriano.
Enrico Libero

Conosco Adriano da una vita.Non ho parole.Adriano non ha bisogno della nazionale è la nazionale ad aver bisogno di Greco Adriano.
saluti da Poschiavo
Ugo


Buongiorno a tutti, ho letto con interesse la notizia dell’esclusione di Greco da allenatore della nazionale di sci alpinismo e, nella mia ignoranza, deisdero comunicare una mia breve riflessione in merito, con un pizzico di critica. Premetto che ho lavorato per due stagioni al comitato provinciale Fisi di Bergamo e ho avuto modo in quei due anni di partecipare anche a qualche riunione al comitato Alpi Centrali a Milano. A quel tempo mi sono sempre chiesto perché la Fisi non abbia mai tenuto seriamente in considerazione lo scialpinismo: sembrava fosse una disciplina residuale, accettata solo perché si pratica con gli sci. Anche durante i consigli di federazione veniva lasciato come ultimo argomento e affrontato sempre di fretta (spesso con poca sopportazione da parte di qualche d’uno). Più di una volta presidenti di sci club mi ricordavano che l’Italia è una delle nazionali più forti di sci aplinismo (e soprattutto diversi bergamaschi ne facevano parte con buoni risultati), ma pochi se ne rammentavano. Certamente dal tempo (parlo di più di 5 anni fa) qualche cosa sarà cambiata ma, come ho avuto modo di apprendere dalla lettera di Salini, la disciplina dello sci alpinismo viene ancora affrontata con troppa leggerezza. Ritengo quindi indispensabile una figura come Greco nell’abito nazionale che, anche se non ho mai avuto il piacere di incontrare, è una persona che sa dare la giusta carica: non ha certamente doti manageriali, ma è impensabile che una persona porti avanti da sola tutta la macchina organizzativa della nazionale (bravo Greco che in qualche modo fino ad oggi ci è riuscito!). Mi auguro che la Fisi riprenda in mano la questione e la valuti più attentamente e seriamente: lo sci alpinismo è una disciplina molto affascinante, seria, dura, severa, spettacolare, pura e permette un contatto intimo con il lato selvaggio della montagna… e merita un’altra occasione.
Grazie dell’attenzione,
Matteo

Ho conosciuto Adriano Greco ai tempi della Pierramenta Marzo 1995 quando ancora era atleta. Se effetivamente le cose sono andate come si legge sui siti internet, mi dispiace,ma non ci si comporta in questo modo con una personalità come Greco, purtroppo le cose vanno di questo passo, da noi a Bergamo esiste un detto e lo scrivo in bergamasco: al val de pio’ la lapa che la zapa, traduco: vale di piu’ parlare che lavorare, Adriano è un gran lavoratore con esperienza fatta sulla sua pelle che difficilmente troverà un sostituto all’altezza. Chi ama la montagna e con essa ha avuto soddisfazione ad alto livello come in questo caso sa che le salite sono sempre piu’ dure, ma quello che si lascia alle spalle  può dare un imput per essere ancora più grandi.Adriano lo sa e non mollerà perchè è un grande.Un ex atleta.
Ileana

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