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Alpinismo

Urubko, il senso di Denis per le vette

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BERGAMO — "E’ il senso d’avventura che mi ha fatto innamorare delle vie nuove. Nessuno sa cosa c’è lassù. Nessuno conosce i dettagli del percorso. E’ una sfida con me stesso". Occhi di ghiaccio, ironia pungente e calma imperturbabile. E’ sorprendente Denis Urubko visto da vicino. Il fuoriclasse kazako, che ha impressionato il mondo con salite strepitose – di cui la nord del K2 e l’invernale al Makalu sono solo due esempi -,  si racconta in questa eccezionale videointervista girata un paio di settimane fa alla Maresana. Con un’interprete d’eccezione: Simone Moro.

"Quando sei lassù, sei legato alla vita normale solo da uno stretto ponte – dice Urubko -. Le difficoltà, i pericoli, sono tanti e imprevedibili. Sono sensazioni così intense da non poter essere immaginate. Quella è un’avventura vera. Poi, sicuramente, c’è la sfida con sè stessi: mi chiedo sempre se avrò capacità e coraggio per realizzare quello che per il momento è solo un sogno".

Urubko racconta della via nuova appena aperta sul Cho Oyu, che lui considera la più difficile e pericolosa che abbia mai affrontato. Nel video, vedrete anche alcune immagini di scalata sulla via dove ha dovuto indossare scarpette d’arrampicata a quasi seimila metri, per superare strapiombi di roccia impressionanti. "Più di una volta ho avuto la sensazione che non saremmo tornati a casa vivi – racconta nell’intervista -. Ma in quei casi c’è tempo per pensare, non ti lasci andare alla paura. Quella la senti la sera, nella tenda, quando ripensi a quello che hai fatto".

Si starebbe per ore ad ascoltare i racconti delle sue salite. Come quello dell’Annapurna, che ha salito in solitaria arrivando in vetta all’una e un quarto di notte. "Lassù mi sono reso conto di quale fosse il limite del rischio – commenta l’alpinista – ma è stata anche un’esperienza indimenticabile. Ero completamente solo e luci della città erano chilometri e chilometri di distanza. Mi sembrava di essere sulla luna, e di poter prendere le stelle con le mani".

In questa prima puntata, Urubko parla del suo alpinismo, vissuto come uno sport, con un’etica ferrea ma anche un profondo senso di libertà. Grazie a Moro, interprete d’eccezione, capiremo come lo stile d’alpinismo sia letto in modo molto diverso nei paesi dell’est, dove Urubko è stato anche criticato per l’individualismo delle sue imprese.

"Da piccolo leggevo i libro i libri di Messner – racconta Urubko – ma mai avrei immaginato di scalare gli ottomila". Infatti, nel suo curriculum c’è una qualifica da giornalista e un diploma d’attore teatrale. Un lavoro che ha svolto per anni, e per il quale aveva doti eccezionali… di cui dà prova nelle prossime puntante, dove si cimenterà perfino come cantante lirico. Ma dove continuerà a raccontarci delle sue straordinarie scalate, e della sua amicizia con Simone Moro – che con lui ha compiuto la prima invernale al Makalu e molte altre spedizioni – e Serguey Samoilov. Due delle persone più importanti della sua vita.

Non perdete l’appuntamento: le puntate sono tre, le pubblicheremo una alla settimana a partire da oggi.

Sara Sottocornola

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