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Alpinismo

Cina, prima salita su montagna sacra

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PECHINO, Cina — Leo Houlding, Carlo Suarez e Wang Zhi Ming hanno compiuto la prima salita del Mount Huashan. Un’impresa che in Cina, dove quella montagna è considerata sacra, è stata festeggiata con clamore ed entusiasmo. Ma che in Occidente, paradossalmente, ha scatenato già qualche polemica sul rispetto delle religioni locali.

Houlding, 28 anni, e i due compagni hanno scalato la selvaggia parete ovest della montagna: seicento metri di parete verticale, scalata sotto la pioggia e in condizioni difficili. Poi, la sospirata vetta. "Sembrava più un vertical tree wrestling che un’arrampicata – ha detto Houlding -. Su quella parete era pieno di radici, piante e arbusti".

Nonostante le difficoltà, i tre sono riusciti a raggiungere la vetta, dove sorge un tempio. Lassù erano attesi da un folto pubblico e dalle autorità cinesi, che avevano preparato una grande festa per onorare la nuova via, battezzata "The Northern Celestial Masters".
Oltre 40 emittenti, nazionali e locali, hanno parlato della salita che ha suscitato un tifo quasi da stadio nei villaggi vicini, dove campeggiavano striscioni di incitamento per gli alpinisti, i cui nomi ora sono stati incisi sulla pietra, in cima al Huashan, accanto a quelli di imperatori ed eroi di Kung Fu.

Insomma, una grande festa, che però qualcuno non ha mancato di usare come pretesto per fare polemica. Su alcuni portali europei, infatti, si leggono critiche alla salita di Houlding e soci in nome del rispetto delle religioni locali. I tre alpinisti, prima di tentare, hanno chiesto e ottenuto il permesso di salita. Ma c’è chi si chiede se, permesso o no, non si poteva scegliere una delle tante pareti inviolate che non fossero sacre. Ai posteri l’ardua sentenza.
 

Sara Sottocornola
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