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Natura, Primo Piano

Vita da Lupi: giocando, s’impara

Sono state tantissime le idee presentate alla nona edizione del Play, il Festival del Gioco di Modena, che quest’anno ha accolto circa 35mila visitatori; ma ce n’è una in particolare, riporta OggiScienza, che presta molta attenzione all’ambiente. E a chi ci vive.

Si chiama “Vita da Lupi” ed è un gioco in scatola che tratta, appunto, della conservazione del lupo in montagna; un tema spinoso, che periodicamente torna a suscitare polemiche.

Le regole sono molto semplici: cinque gruppi di giocatori interpretano cinque diversi branchi di lupi che si spostano nelle zone segnate sulla mappa del gioco; i lupi possono riprodursi per incrementare i propri branchi, muoversi nelle aree “urbanizzate”, cioè abitate dall’uomo, e sfidare gli altri gruppi per il controllo dei territori. Vince chi totalizza più punti, conteggiati in base al numero dei lupi e all’estensione dell’areale di ciascun branco.

C’è, inoltre, un sesto gruppo, quello degli esseri umani, il cui ruolo non è quello competere contro i lupi, ma di tutelare gli animali, proprio come nella realtà; il loro compito sarà, quindi, quello di controllare le risorse alimentari naturali dei lupi e le vie di spostamento, nonché il bracconaggio.

“L’ideazione e la realizzazione di meccaniche di gioco specifiche ha una grande importanza a livello didattico” spiega Andrea Ligabue, direttore artistico del Play “Le regole, molto più che i contenuti, possono insegnare in maniera esperienziale concetti, anche difficili, senza il rischio di essere didascalici o noiosi”. Inoltre, Vita da Lupi è stato introdotto e accolto con successo in alcune scuole.

Il gioco è stato realizzato nell’ambito del progetto Life WolfAlps, in collaborazione con il MUSE di Trento, il Gruppo di Promozione per la Ricerca sul Gioco dell’Università di Modena e l’associazione Play Res.

 

Immagine in evidenza: photo courtesy of Holly Kuchera 

 

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