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Alpinismo

Nanga: è vetta per Joao Garcia

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ISLAMABAD, Pakistan — Ventiquattr’ore di scalata per intascare il tredicesimo ottomila della sua carriera. Ma ce l’ha fatta il portoghese Joao Garcia, che è arrivato in vetta oggi nonostante il vento forte e il ghiaccio trovato sulla via Kinshoffer. Con lui in cima, altri 8 alpinisti di cui per ora non è stata resa nota l’identità.

La notizia della cima è stata pubblicata sul blog dell’alpinista. Garcia, 42 anni, scalava con i pakistani Amin Ulal e Ali, ma non è chiaro se loro due siano arrivati in vetta. Ora l’alpinista si dovrebbe trovare a campo 4, dove aveva annunciato che avrebbe passato la notte successiva al tentativo di vetta. "La montagna è troppo carica di neve – aveva detto nei giorni scorsi – tentare la discesa al base lo stesso giorno sarebbe troppo rischioso".

Joao Garcia tentava la salita senza ossigeno e si è prodigato, in questi giorni, per attrezzare la via e portare corde e materiali ai coreani, anche loro partiti stanotte per la cima con le due alpiniste Miss Go e Miss Oh, in lizza per la corsa ai 14 ottomila. Nel gruppo partito da campo 4 stanotte, anche gli italiani Giuseppe Pompili e Adriano Dal Cin.

Non più di due giorni fa Pompili e Dal Cin avevano annunciato che si sarebbero limitati ad una salita fino a campo 3 a causa dello scarso acclimatamento, e che avrebbero poi tentato la cima la prossima settimana. Ieri, invece, l’improvviso cambio di programma.

"Ormai abbiamo deciso di tentare anche noi – ha fatto sapere ieri Pompili -, la partenza è per questa notte a mezzanotte e saliremo con i coreani. Io e il buon Adriano stiamo bene e speriamo di non patire troppo la poca acclimatazione fatta".

Gli austriaci di Gerfried Goetschl, che stanno tentando di aprire una via nuova, sono invece in ritardo di un giorno e pare vogliano tentare la cima domani.

A Garcia, che sta cercando di salire i 14 ottomila senza l’utilizzo di ossigeno, manca ora soltanto l’Annapurna. Arrivare a questo risultato, per lui, non è stato facile: durante le spedizioni ha riportato gravi congelamenti che hanno portato all’amputazione di diverse dita e parte del naso. Ma la sua corsa non si è mai fermata.

Sara Sottocornola
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