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La natura e i grandi documentari protagonisti del 65° Trento Film Festival

Le Alpi, le foreste d’Europa e le splendide montagne dell’Altai in Mongolia sono i palcoscenici mozzafiato sui quali si esibiranno i primi protagonisti annunciati dell’edizione 2017 del Trento Film Festival (27 aprile -7 maggio). Protagonisti che non sono degli attori e nemmeno degli alpinisti, come abitudine a Trento, ma alcuni degli animali che regnano nei territori di montagna del mondo: orsi, volpi e cervi in Les Saisons di Jacques Perrin e Jacques Cluzaud, l’aquila in The Eagle Huntress – La Principessa e l’Aquila di Otto Bell, in uscita a settembre anche in Italia per I Wonder Pictures in collaborazione con Unipol Biografilm Collection, e il lupo in La vallèe de loups di Jean-Michel Bertrand, attualmente nelle sale francesi.

 Il festival di Trento, che quest’anno giunge al traguardo della 65. edizione, è da sempre dedicato al rapporto tra cinema, montagna e avventura, esplorato con una programmazione che conta oltre un centinaio di opere divise in 10 sezioni, e che incontra il favore di un pubblico sempre più ampio, con un balzo a quasi 18mila ingressi in sala nella scorsa edizione, più 30% in un solo anno.

Tra le tante chiavi per raccontare il mondo e l’ambiente della montagna, oltre all’alpinismo e ai nuovi sguardi d’autore su territori, attualità, temi sociali e le vicende personali, nei documentari in concorso e fuori concorso come nei lungometraggi di fiction, è quest’anno la natura quella principale, con tre spettacolari film che ne celebrano la bellezza e la forza.

In apertura, sabato 29 aprile, Les Saisons di Jacques Cluzaud e Jacques Perrin, noto non solo come protagonista di capolavori come La ragazza con la valigia di Valerio Zurlini (1961), La calda vita di Florestano Vancini (1963) o Z – L’orgia del potere di Costa-Gavras (1969), ma anche come regista di memorabili documentari naturalistici come Il popolo migratore (2001) e Océans(2009).

Les Saisons invita a un formidabile viaggio nel tempo e alla riscoperta dei territori europei che l’uomo condivide con gli animali selvaggi, dall’era glaciale a oggi. Un’epopea ambientalista che ripercorre la lunga e tumultuosa storia comune che lega l’uomo e gli animali.

Primo dei due eventi di chiusura, in programma sabato 6 maggio, The Eagle Huntress – La Principessa e l’Aquila di Otto Bell arriverà a Trento, in collaborazione con I Wonder Pictures e Unipol Biografilm Collection, dopo decine di festival e premi in tutto il mondo, recensioni entusiaste della stampa internazionale, e la selezione nella shortlist per la candidatura all’Oscar per il miglior documentario 2017, anticipando l’uscita italiana prevista per il prossimo settembre con il titolo La Principessa e l’Aquila.

Il film celebra la straordinaria storia di Aisholpan, una ragazzina mongola che lotta per diventare la prima addestratrice di aquile, arte millenaria tradizionalmente riservata ai maschi. Sotto la guida del padre, Aisholpan supererà ogni ostacolo fino a partecipare alla competizione tra i più grandi addestratori della Mongolia: una protagonista e paesaggi indimenticabili, in uno dei documentari più spettacolari degli ultimi anni.

A seguire la cerimonia di consegna delle Genziane d’Oro e d’Argento, nella serata finale del festival, sarà l’anteprima di La vallèe de loups di Jean-Michel Bertrand, cineasta estremo, capace di affrontare sfide impossibili in prima persona per filmare e raccontare gli animali che ama. Dopo Vertige d’une rencontre del 2010, dedicato all’aquila reale, in La vallèe de loups racconta tre anni di esplorazioni, appostamenti e bivacchi, in una valle splendida e segreta, per vedere e filmare il branco di lupi che lì si è recentemente ristabilito, come in tante altre aree della Alpi. Una sfida personale, la folle scommessa con sé stesso di un anti-eroe ossessionato dal sogno dell’incontro con il lupo nel suo ambiente naturale, il un film emozionante che mette anche in discussione i limiti del nostro rapporto con la natura selvaggia. 

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