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La fascia dei temporali sale verso Nord

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NEW YORK, Usa — Con il cambiamento climatico in atto la fascia caratterizzata dalla formazione di nubi che portano temporali si starebbe spostando sempre più a Nord. Lo sostiene una recente ricerca americana.

Gli scienziati che hanno realizzato lo studio hanno analizzato i sedimenti presenti in cinque isole dell’Oceano Pacifico. L’obiettivo era trovare evidenze sulla presenza di acqua dolce nelle precipitazioni tropicalio e subtropicali degli anni passati, segno di forti temporali.
 
Ebbene, gli esperti hanno trovato prove che, tre secoli fa, la fascia tropicale era in corrispondenza dell’Equatore. Stando ai calcoli effettuati, la formazione di forti temporali è salita verso Nord al ritmo di 3 chilometri all’anno.
 
Dovremo aspettarci dunque, sempre più temporali e a maggior intensità? Gli esperti per ora non si pronunciano. Ma il cambiamento globale in atto sta portando ad un’estremizzazione dei fenomeni, verso il basso e verso l’alto. Ovvero stagioni molto secche che si alternano a stagioni dalle precipitazioni molto abbondanti. Anche in Europa.  
 
E’ uno degli effetti del "Global Change", che tutti gli scienziati del mondo stanno studiando molto da vicino. Precipitazioni abbondantissime (vedi quelle nevose dello scorso inverno sulle Alpi) si alternano a periodi di secca, come sta avvenendo sui ghiacciai di mezzo mondo. Anche gli esperti italiani del Comitato Evk2Cnr seguono la situazione con grande attenzione. attraverso la loro rete di monitoraggio globale Share che si estende dal Karakorum, all’Himalaya, dal Monte Cimone al Ruwenzori.
 
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