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Alpinismo

Gerlinde: 8mila nel cuore e nella testa

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BERGAMO — "Ho sempre sognato di provare un ottomila. A 23 anni sono stata sull’anticima del Broad Peak e da allora gli ottomila sono rimasti nella mia testa". Gerlinde Kaltenbrunner, soprannominata "Cinderella Caterpillar" dai suoi illustri colleghi uomini, racconta in italiano la sua storia sulle vette dell’Himalaya. Una scelta che, per una donna, comporta sacrifici che spesso non si immaginano, ma che l’ha portata a realizzarsi sia nel lavoro che nell’amore. L’alpinista austriaca, ad passo dal diventare la prima donna a salire tutti i 14 ottomila, racconta anche del suo rapporto con le altre donne in corsa per questo traguardo, dei progetti futuri e dello stile delle sue scalate. Ecco la videointervista, girata al campo base del Lhotse lo scorso 1 maggio.

Gerlinde, 38 anni, ha imparato l’italiano a Padova, dove ha trascorso un periodo di studio alcuni anni fa. E ancora lo parla benissimo, forse perchè nelle sue vene scorre anche un po’ di sangue italiano: sua nonna è nata e vissuta ad Anterivo, in Alto Adige, a pochi chilometri da Cavalese.

E’ stata grande la sorpresa quando nella sua tenda, siamo stati accolti da un "Ciao, benvenuti, come state", una gigantesca moka di caffè e una torta di mele. Gerlinde era appena scesa da campo 3, dove aveva passato alcuni giorni per acclimatarsi con il marito Ralf Dujmovitz e i compagni di spedizione David Gottlieb, Hirotaka Takeuchi e Xavi Arias. Durante il pomeriggio ci ha raccontato la sua storia in questa intervista.

Nel video, Gerlinde parla della "sfida" con Edurne Pasaban e Nives Meroi per diventare la prima donna a scalare i 14 ottomila. Ma anche dell’amicizia che la lega all’alpinista basca e soprattutto della passione per l’alta quota: è questa la vera ragione che la spinge a salire queste montagne, di fronte alla quale ogni tipo di competizione appare davvero come un semplice pizzico di "pepe" aggiunto alle vicende alpinistiche femminili.

"Salire senza ossigeno è molto importante per me – racconta la Kaltenbrunner -. Mi sono sempre detta: se faccio questo, lo faccio lo faccio con la mia energia, senza portatori e senza ossigeno. Questo è il mio stile e io ci credo molto".

E’ uno stile duro, che anche la maggior parte degli uomini fatica a rispettare. Ma lei, nonostante la voce dolce e i modi delicati, sembra nata per questo. Non per niente Denis Urubko l’ha soprannominata "Cinderella Caterpillar": Cenerentola schiacciasassi…

La Kaltenbrunner racconta della spedizione solo femminile compiuta un paio di anni fa in Nepal, e della storia con Ralf, che considera oltre che un compagno di vita, un insostituibile compagno di cordata, anche se molte spedizioni le ha affrontate senza di lui. Ma soprattutto parla di sè, delle sue scelte di vita, di che cosa significa per una donna dedicarsi all’alpinismo.

La Kaltenbrunner, che ora si trova al K2 con David Gottlieb, alpinista e cameraman che si "nasconde" anche dietro la telecamera di questa intervista, racconta poi i suoi progetti futuri, che comprendono una grande sfida, la prossima primavera, sulla montagna più alta del mondo. Qualcosa di ben lungi dal normale, i cui dettagli verranno svelati tra questa videointervista e quella di Ralf Dujmovitz, che pubblicheremo nei prossimi giorni su Montagna.tv. Non perdete l’appuntamento!

Sara Sottocornola
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