• Il primo sito italiano sul mondo della montagna e dell'alpinismo
Natura, Primo Piano

Un’aquila reale torna tra le vette di Madonna di Campiglio

Fonte: corriere.it

Ieri un’aquila reale è tornata a regnare tre le vette di Madonna di Campiglio quando è stata liberata dopo aver ricevuto mesi di cure a causa di un’infezione. Rilasciata più o meno dove era stata trovata, incapace di volare a causa della malattia, l’animale ha ripreso il volo e in pochi battiti di ali è diventato un puntino lontano. La liberazione è avvenuta nel Parco Naturale Adamello Brenta, luogo che possono chiamare casa molti animali che fino a pochi decenni fa erano considerati nemici dell’uomo e quindi destinati all’estinzione, per esempio lupi, orsi e appunto uccelli rapaci. L’aquila reale, in particolare, è molto importante perché ha un ruolo determinante nella catena alimentare e dunque compi un’azione regolatrice: come spiega Paolo Pedrini, il responsabile dei Vertebrati del Museo della Scienza di Trento (Muse),  l’aquila reale “cattura gli animali malati e così contribuisce al mantenimento di quelli sani”.

Fonte: corriere.it

A gennaio un’escursionista aveva segnalato al Parco la presenza del rapace, per cui, una volta visitato, è stata riscontrata un’infezione batterica al quarto dito di una zampa. Una volta soccorsa è stata ricoverata nel Centro Recuperi Avifauna Selvatica di Trento, che dispone di sette voliere, due tunnel di volo e una sala degenza e dove ogni anno passano centinaia di uccelli selvatici malati. In questa struttura, dopo cure a base di antibiotici e l’amputazione parziale del dito, l’uccello ha ripreso lentamente la confidenza con il volo.

Una giornata speciale non solo per l’aquila ma anche per tutti coloro che hanno partecipato: così ha commentato Gabriella Rivaben, responsabile dell’ufficio faunistico della Provincia Autonoma di Trento: “Una splendida notizia, perché si tratta di un animale che appartiene a una specie rara”. Michele Zeni, il guardiaparco, ha commentato: “Il Parco ha evitato di perdere un esemplare raro. Fondamentale per l’ecosistema”.

Articolo precedenteArticolo successivo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *