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Per Nikki Bradaley non esiste la parola “impossibile”

Fonte: Nikki Bradley instagram profile

Al mondo esistono solo dieci persone che sono sopravvissute al Erwing Sarcoma, una particolare forma di cancro alle ossa. Una di queste è Nikki Bradley, a cui era stata diagnosticata la malattia all’età di 16 anni. Ma lei si è spinta oltre. Oggi raccontiamo la sua storia attraverso alcuni dei suoi successi.

Nikki ha sopportato per anni il male indotto dai danni al sistema nervoso causato dalla sua malattia ma quando i medici avevano stabilito di aver esaurito gli antidolorifici da provare per alleviare il suo dolore, lei non si è arresa. Le era stato detto che avrebbe passato la sua vita sulle stampelle ma nessuno aveva detto nulla riguardo alla fine della sua vita. Decisa a vedere il lato positivo e grata per essere ancora viva ha deciso che allora doveva sfruttare il tempo che le era stato concesso. Determinata, quindi, a perseguire il suo obiettivo consultò un fisioterapista e un personal trainer per capire se potevano aiutarla. Dopo una fisioterapia durissima, in cui Nikki ha cercato anche di adattare i suoi movimenti per capire cosa potesse fare e cosa no, il dolore si ridusse e poté ridurre l’utilizzo dei medicinali. Questo le diede una grande carica, anche perché gli antidolorifici erano molto forti e le avrebbero rovinato gli organi interni se ne avesse fatto un utilizzo troppo prolungato. Da quel momento Nikki non si è più fermata: se prima si innamorò del sollevamento pesi, dove non si sentì più emarginata, dopo poco tempo iniziò ad organizzare alcune imprese nell’ambito della sua organizzazione no-profit “Fighting Fit for Ewings”. Successo dopo successo Nikki ha spinto sempre più in là il limite del possibile, superando di volta in volta ciò che era spesso ritenuto infattibile per una persona come lei, costretta all’uso delle stampelle e con una sola gamba utilizzabile.

Per esempio ha scalato il monte Muckish Mountain, a Donegal, che sembra poca cosa ma in realtà farlo con le stampelle è stato molto difficile. Lei stessa spiega che utilizzando le stampelle “normali”, che non sono studiate per un terreno sterrato, la punta continuava a staccarsi e quindi, dopo pochi passi, era necessario rimetterli al suo posto. Ciò nonostante il senso di conquista e l’orgoglio che ha provato sono stati grandissimi e sono diventati, da quel momento, un termine di riferimento; lei stessa dice: “ Sapevo che tutto quello che avrei fatto dopo quella salita avrebbe dovuto almeno eguagliare il grado di soddisfazione che ho provato in quell’occasione”. Nikki è sempre stata appassionata di running e quando ha capito che poteva tornare a farlo, anche se con le stampelle, si è subito imposta l’obiettivo dei 5 chilometri. Può sembrare poca cosa ma, come sottolinea Nikki, la parte alta del corpo è chiamata ad un lavoro molto pesante. L’atleta irlandese ha ritenuto anche che fosse tempo di battere il record mondiale di velocità su una gamba sola, che gli sembrava, a quel punto, alla sua portata. Quando ci provò scoprì di non esserci riuscita per un secondo solo e fu molto delusa. Nel 2013 le dissero che non sarebbe stata in grado di raggiungere la cima del monte Errigal dal sentiero normale. Lei li smentì e andò anche oltre: dopo aver compiuto il sentiero normale, salì anche la parete nord e in condizioni meteorologiche che se ci ripensa si chiede ancora come, lei e il suo team, abbiano potuto farcela. Inoltre, ha sempre colto le sfide che le si ponevano di fronte:durante un viaggio in Islanda, per esempio, in cui l’obiettivo era scalare il ghiacciaio Sólheimajökull, le si è presentata l’occasione di calarsi in una grotta di ghiaccio, non ci ha pensato due volte e, anche se tutto il peso del corpo pesava sulla sua unica gamba che, seppur allenata, è stata messa a dura prova, la fatica fu ripagata da delle vedute incredibili.

“Questo dimostra che ogni secondo è importante” così ha detto Nikki dopo aver mancato il record di velocità e possiamo pensare che abbia applicato questo principio da quel momento in avanti a giudicare da come ha riempito le sue giornate, tra lavori per la sua fondazione e imprese ritenute impossibili. Un esempio di tenacia e determinazione per tutti.

 

 

(Fonte: redbull.com)

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