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Alpinismo, Primo Piano

Gianfranco Corradini: è la volta dell’Aconcagua

Fonte: FB page

A 61 anni Gianfranco Corradini ha deciso di scalare, senza una gamba, i 6962 m dell’Aconcagua. Dopo aver raggiunto i 6542 m del vulcano Nevada Sajama in Bolivia. Per raggiungere la vetta della cima più alta della cordigliera delle Ande l’alpinista disabile ha al suo fianco il suo solito e affiatato team: Massimiliano Gasperetti, capo del soccorso alpino di Cles, Stefano Pedranz, il forte alpinista e membro del Soccorso Alpino di Fond, e, per la prima volta, Giovanni Gasparetti, alpinista di Tuenno e già capo zona del Soccorso Alpino della Val di Non.

La spedizione ha il patrocinio della Sat centrale di Trento e prevede tre giorni di cammino, dopo aver raggiunto Mendoza con i mezzi,  per raggiungere il campo base a quota 4300m dove si farà l’acclimatamento. Corradini al riguardo ha detto: “Ci fermeremo tre o quattro giorni e nel frattempo cercheremo di scalare alcune vette sui 5.000 metri nei dintorni” e ancora “l’Aconcagua sfiora i 7mila metri, la quota, il clima e il forte vento sono le difficoltà maggiori”.

Dopo l’acclimatamento, in diversi viaggi trasporteranno i materiali al campo in quota, a 5500 e a quello ancora più in alto, verso quota 6000m. Qui il gruppo attenderà il momento giusto per tentare di raggiungere la cima.

Sempre Corradini osserva: “È una sfida estrema per tutti, immaginarsi per uno come me con le stampelle e con 61 anni sulle spalle. Per questo non lasceremo nulla al caso, e valuteremo serenamente, prima dell’attacco finale, tutte le condizioni da quelle fisiche a quelle del tempo”.

Oltre al grande obiettivo alpinistico l’impresa vuole essere utile per lo studio del comportamento del corpo umano con protesi in condizioni estreme. Durante la salita verranno anche effettuate fotografie e riprese per creare un documentario, come per il cortometraggio “Eccezionale normalità” realizzato in occasione della precedente scalata, che poi verrà proiettato in scuole, nelle sezioni Sat e Cai e negli ospedali dove Corradini viene frequentemente invitato per raccontare la sua testimonianza.

Gianfranco Corradini, che ha perso la gamba sinistra a vent’anni per un incidente in moto, è già molto conosciuto nell’ambito sportivo ed alpinistico, grazie alle sue imprese sulle Alpi, l’Elbrus (Caucaso) e la Cordillera Blanca (Alpamayo, Nevado Pisco), per citarne alcune; tutte ascensioni  rese possibili anche da protesi specifiche progettate con la sua collaborazione. Gianfranco Corradini ha dimostrato così come la disabilità non sia un ostacolo insuperabile in alta quota e come si possano raggiungere traguardi che in apparenza sembrerebbero impossibili.

La spedizione può essere seguita, fin quando i collegamenti tecnologici lo permetteranno, sul sito della APT della Val di Non.

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