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Before It is Gone, le spedizioni contro il tempo

Fonte: Mateusz Waligora

Un obiettivo particolare quello che contraddistingue “Before it is gone”, il nuovo progetto di Mateusz Waligóra e Michal Dzikowski con l’appoggio di National Geographic Polonia. I due avventurieri vogliono arrivare in quei punti in cui la civilizzazione sta minacciando, proprio in questo momento, patrimoni naturali e culturali: hanno iniziato in gennaio una serie di tre spedizioni che li porterà a identificare, testimoniare e raccontare culture, comunità e paesaggi che rischiano di sparire per sempre a causa di cambiamenti irreversibili. La particolare spinta che muove Mateusz e Michal non è quella di proteggere o riscoprire qualcosa perduto per sempre, ma solo quello di constatare e documentare questi cambiamenti senza ritorno e, secondo loro, inevitabili, in modo che vengano ricordati e trarre degli insegnamenti. Mentre inizia la prima spedizione, della seconda si hanno già tutti i dettagli mentre della terza ancora non si sa nulla.

La prima delle due spedizioni, la Chadar Aztorin Expedition, è incentrata sui cambiamenti culturali che stanno avvenendo nella regione dello Zanskar, in India, dove si sta per estinguere una tradizione vecchia di 500 anni. Durante gli inverni himalayani, tra i più rigidi al mondo, le temperature calano addirittura sotto i 30 gradi e i passi sono chiusi dalla neve, pertanto l’unica via di collegamento con questa regione è il fiume ghiacciato. Gli abitanti di centinaia di piccoli villaggi dispersi tra le montagne usano, da secoli, il Chadar trek – un sentiero che si dipana sul corso ghiacciato del fiume – per raggiungere le scuole, il posto di lavoro o un medico e per tutti i loro spostamenti anche quotidiani. Presto però questa tradizione scomparirà perché il governo indiano ha deciso che, per incentivare l’economia locale e facilitare gli spostamenti quotidiani delle persone, costruirà una strada che connetterà la regione Zanskar con il Ladakh. Chiaramente la popolazione preferirà guidare lungo la strada invece che percorrere la via ghiacciata, sempre molto pericolosa e incerta. Per capire e apprezzare al meglio questa centenaria tradizione, Mateusz e Michal intendono percorrere il Chadar per la sua intera lunghezza senza aiuti esterni, eccetto un traduttore che sarà impiegato in questi primi giorni. Le principali difficoltà sono le temperature estremamente basse e la mutevole e precaria superficie ghiacciata.

La seconda spedizione, che dovrebbe avere luogo ad aprile prossimo e prende il nome di Qhapaq Nan, porterà Mateusz e Michal in Perù, dove i due avventurieri percorreranno un antico sentiero inca tra Cusco e Machu Picchu utilizzando i metodi tradizionali (i lama) per testimoniare quanto e quanto velocemente stia avvenendo la scomparsa progressiva dei ghiacciai tropicali peruviani.  Infatti la nazione ospita il 70% di tutti i ghiacciai tropicali mondiali, ma il 40% della loro superficie, rispetto ai dati del 1970, è gia scomparsa. Il percorso inizierà dalla classica Square Plaza Mayor, inizio simbolico di molti cammini Inca nel regno di Tahuantisuyu, per poi toccare la sacra montagna di Salkantay e poi giungere fino a Machu Picchu. Parallelamente si vuole mostrare quanto importate sia stato il sistema stradale andino Qhapaq Nan, inserito nel patrimonio dell’UNESCO nel 2014, per lo sviluppo di tutto il continente sud americano.

Mateusz Waligora, specializzato in spedizioni in posti remoti del globo, è famoso per aver attraversato in bici la cordigliera elle Ande, aver effettuato in bici e in solitaria la dura strada Canning Stock Route in Australia e aver fatto un trekking, sempre in solitaria, nel più grande deserto salato del mondo in Bolivia, il Salar de Uyuni. Michal Dzikowski è un fotografo e scuba diver che, da quando a 17 anni, viaggia tra deserti, oceani, montagne e grotte, e che oggi è un fotografo professionista di sport e natura.

Ieri Mateusz e Michal sono arrivati in India e, mentre la loro prima spedizione entra nel vivo, possiamo tenere traccia dei loro spostamenti dal sito: www.mateuszwaligora.com.

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