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Alpi e pareti, Primo Piano

Gietl e Messini, ripetono il trittico di vie sulle nord delle Tre Cime

Fonte: Simon Gietl facebook page

Lo scorso 31 dicembre gli alpinisti Simon Gietl e Vittorio Messini hanno completato in rapida successione la Via Comici-Dimai, sulla Cima Grande in 1 ore e 45 minuti, la Via Cassin, sulla Cima Ovest in 2 ore e 45’, e la Via Normale dai fratelli Innerkofler, sulla Cima Piccola in 1 ora e 15’. Tempi da capogiro. Dopo il tris di Christoph Hainz e Simon Kehrer, un altro trittico di vie è stato completato sulle pareti nord delle Tre Cime di Lavaredo, le stesse scalate da Ueli Steck e Michi Wohlleben nel 2014 che per primi avevano compiuto questo ambito concatenamento.

Per ottenere questi tempi i due hanno completato quasi tutte le sezioni in conserva, cioè arrampicando contemporaneamente e a volte anche con solo due protezioni in mezzo.

Quando nel 2014 Steck e Wohlleben hanno compiuto il  tris delle pareti nord (delle Tre Cime di Lavaredo), Gietl e Messini avevano già in mente lo stesso progetto ma non l’hanno messo in pratica fino ad oggi. Partiti per aprire una nuova via, dopo aver saputo che le condizioni erano buone in base all’esperienza di Hainz e Kehrer che erano andati nella stessa zona solo qualche giorno prima,  hanno verificato solo una volta sul posto che le condizioni non erano adatte. A quel punto Simon ha convinto Vittorio a tentare, il giorno successivo, la trilogia invernale sulle pareti nord.

Di seguito il racconto di Vittorio Messini rilasciato a Planet Mountain:

Partiti con le e-bike alle sei del mattino dal pedaggio, abbiamo raggiunto velocemente la piccola cappella sotto la Cima Piccola. Da lì abbiamo proseguito a piedi fino alla base, dove abbiamo depositato i nostri zaini. Ci siamo avviati verso l’attacco della via Comici-Dimai alla Cima Grande e in 1,45 abbiamo raggiunto la cengia mediana. Abbiamo percorso gli ultimi 100 metri che ci dividevano dalla vetta e, dopo una breve pausa, ci siamo diretti verso l’inizio della via Cassin / Ratti alla Cima Ovest. Sul traverso abbiamo compiuto un’altra breve pausa, tempo per un sorriso reciproco e qualche foto, e abbiamo continuato seguendo l’uscita diretta per raggiungere la vetta. Era soltanto metà pomeriggio e così abbiamo tentato di scendere lungo la via normale, abbiamo attraversato il versante sud e ci siamo diretti verso i nostri zaini alla Cima Piccola. A questo putno abbiamo preferito montare le lampade forntali sui caschi in modo preventivo ma, alla fine, non ne abbiamo avuto bisogno. L’ultima via, la Innerkofler alla Cima Piccola, richiede un’arrampicata più semplice ma era ricoperta di molta più neve rispetto alle altre due. Siamo saliti in velocità e abbiamo raggiunto all’imbrunire l’ultima cima. Uno sguardo al tempo per realizzare che in 5 ore e 54 minuti eravamo riusciti a salire in cima a tutte e tre le Tre Cime di Lavaredo, in inverno.

Quando gli viene chiesto cosa ne pensa di quanto compiuto rispetto alle altre due salite – Steck/Wohlleben e Hainz/Kehrer – lui risponde che “non serve fare paragoni, tutte e tre sono state delle belle imprese in montagna”.

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