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Ecco la via Postumia, un magnifico percorso per i “pellegrini”

GENOVA — C’è un nuovo grande cammino mappato per i “pellegrini”: si tratta della via Postumia, nata per collegare due porti della penisola, Genova e Aquileia, e che ricalca a grandi linee la via consolare, che da Postumio Albino – che la fece costruire intorno al 148 a.C. – prende il nome. Treviso, Verona, Mantova, Cremona, Piacenza erano alcune delle città della Pianura Padana che il percorso toccava. Le testimonianze parlano di un pellegrino che la percorse tra il 333 e il 334 dopo Cristo, proveniva dalla Gallia (precisamente dalla città di Burdigala, l’attuale Bordeaux) ed era diretto in Terrasanta. Fu lui stesso a raccontare il suo viaggio, in un diario che prende il nome di Itinerarium Burdigalense, in cui sono raccolte minuziosamente tutte le tappe percorse.

Oggi sul percorso si possono trovare tracce della grande storia che va da Roma antica al Rinascimento. Le strade sono svariate, vie ciclopedonali, argini e sterrate di campagna con paesaggi di pianura e fluviali, alla portata di tutti. Il tracciato, non fisso, comprende i Colli Berici e le colline del Garda, si valica l’Appennino risalendo la valle Scrivia e, sul finale, si vede Genova dall’alto dei suoi forti.

Lungo tutto il percorso, che non è scandito da tappe fisse, è stata individuata la rete dell’ospitalità (B&B, aziende agrituristiche, ostelli, alberghetti e strutture religiose). Il progetto infatti mira alla creazione di microeconomie nei piccoli centri, con la prospettiva di nuovi posti di lavoro.

La Via Postumia è interamente segnata con frecce gialle, paletti di legno e adesivi, in direzione di Santiago.

Un elenco dell’ospitalità convenzionata si trova sul sito dei Pellegrini di Belluno.

La Via Postumia non ha ancora un sito dedicato, ma esiste un gruppo Facebook Amici della Via Postumia, dove trovare informazioni, organizzare il proprio viaggio con eventuali compagni di cammino e contattare il gruppo di volontari che lavora al progetto.

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