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I consigli di Michele Cucchi per andare in montagna in sicurezza durante le festività

In queste ultime settimane sono stati tanti gli incidenti sulle Alpi che hanno coinvolto in special modo gli escursionisti. Abbiamo contattato Michele Cucchi per chiedergli qualche consiglio per andare in montagna in modo sicuro e consapevole durante queste festività, che saranno caratterizzate dal bel tempo. 

 

C’è una causa particolare per i tanti incidenti in queste settimane in montagna?

Il tema è che c’è poca neve e su alcuni versanti il terreno è estremamente duro e ghiacciato. Riguardo gli incidenti dei giorni scorsi, il ragazzo di Biella ha fatto un volo spaventoso: è scivolato 300 metri, una montagna intera senza mai fermarsi. Il socio non era vicino, quindi non si è accorto di quello che è successo. Una cosa importante da dire è che non bisogna dividersi, in questo caso non sarebbe cambiato nulla, ma nell’eventualità che si fosse fermato 50 metri più in basso con una gamba rotta sarebbe invece cambiato tutto.

Quali accortezze deve tenere chi desidera andare a camminare in montagna in questi giorni di festa?

Molto spesso succede che si sottovalutino gite che in estate si fanno tranquillamente, ma che in una stagione così fredda, senza vegetazione, con questo tipo di terreno sono molto più impegnative; pertanto la cosa importante è capire che anche quelle escursioni che abitualmente si fanno nella bella stagione, non è assolutamente uguale svolgerle a dicembre. Sono cose diverse, primo perché diviene buio molto presto, secondo perché bisogna andare abbigliati in altro modo. Inoltre il materiale è diverso, per esempio si sottovaluta l’avere un paio di ramponi da escursionismo, ma in alcune situazioni, anche in gite di media quota a 2000-2800 metri, sull’erba sono quelli che ti tirano fuori dai guai. E’ bene poi avere una piccozza o qualcosa su cui appoggiarsi, come i bastoncini. Importante è infine portare con sé abbigliamento adeguato e qualche cosa di extra, perché se ci si ferma alle 17 del pomeriggio e bisogna aspettare che il soccorso ti venga a prendere, si dovrà attendere fermi, magari per ore, con le temperature che crollano. Indispensabile è la pila nello zaino, sempre, perché alle 17 a dicembre è buio, senza una luce non ci si muove e se si utilizza quella dello smartphone, poi non lo si usa per chiedere aiuto, perché la batteria si scarica. Infine, andare in giro con amici, Guide Alpine, istruttori, o con chi si vuole, ma mai da soli.

Nella Alpi occidentali ha nevicato nei giorni scorsi e l’Arpa ha innalzato l’allarme valanghe. Chi andrà in montagna cosa deve fare in questo caso?

Il rischio c’è ed è molto significativo, soprattutto in queste stagioni anomale in cui nevica sul terreno ancora caldo. L’altro ieri ho parlato con Roby Boulard (gestore del Rifugio Jervis. n.d.r.), che era al Jervis e mi ha detto che venivano giù valanghe ovunque, con una minima sollecitazione. Se vogliamo fare escursionismo in posti simili bisogna veramente essere in grado di avere un livello di valutazione alto; se invece parliamo di scialpinismo, per chi lo pratica valgono le regole di sempre: progressione su una linea che si reputa sicura, consultazione dei bollettini, attrezzatura a posto ed essere coscienti delle proprie capacità di fare autosoccorso, che è quello che salva le persone. È fondamentale sottolineare che questo vale non solo per gli scialpinisti, ma anche per i ciaspolatori che vanno su terreno innevato: devono avere il kit, e sapere come utilizzarlo, e devono aver consultato i bollettini. Ciò è vero per chi andrà in queste vacanze di natale sulla neve, chi andrà in quelle località delle Alpi senza copertura nevosa, che sono la maggior parte, vale quanto ti ho detto sopra.

Dove informarsi?

Prima di tutto leggere i bollettini: non scegliere quelli generali, ma i più locali possibile. Per quanto riguarda le valanghe aprire aineva.it ed andare a cercare esattamente il bollettino della località che interessa. Se poi si va in località turistiche, quando si arriva si deve chiedere ai local: uffici informativi, Guide alpine, impianti. Questo perché è solo il locale può darti informazioni specifiche.

Qualche ultimo consiglio?

Oramai le applicazioni in cui si schiaccia un tasto e lanciano l’allarme, indicando dove ci si trova, sono tante; GeoResq è quella che funziona meglio per il pubblico italiano. Se sono un escursionista devo avere la possibilità di sapere come trovare la posizione in cui mi trovo per dare un’informazione corretta e veloce e quindi far diventare il soccorso più efficace ed efficiente. È chiaro che bisogna essere sotto ad una rete telefonica, se non sia ha un G.P.S, ma anche in questo caso è comunque necessaria per poterla notificare. Il numero da chiamare mi raccomando è il 118 ed il 112.

Ti ringrazio Michele, speriamo che i nostri lettori possano andare in montagna in questa vacanze in sicurezza…

Tutto questo non deve servire per spaventare la gente, ma per rendere la gente più consapevole di quello che vuole fare. Speriamo che le persone vadano ancora di più in montagna, ma lo facciano con una consapevolezza diversa, un po’ più marcata e responsabile.

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1 Comment

  1. Esistono anche dei localizzatori che funzionqano con i satelliti e non serve la copertura telefonica.Certo, costano molto e anche l’abbonamento non è poco ma vuoi mettere il valore della propria vita?

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