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Txikon, Latorre, Jornet, Steck: gran ritorno dell’Everest!

Txikon tenta il tutto per tutto all’Everest in invernale. Impresa che per il percorso scelto, quello della via normale e commerciale, potrebbe apparire “banale”, ma tutti sappiamo che sarà di formidabile difficoltà. L’assoluta solitudine con la quale Txikon e compagno si muoveranno riporta indietro l’orologio di parecchi anni, quando una spedizione, tutt’al più un paio, affrontavano la salita dell’IceFall e poi su per la parete del Lhatse fino a Colle Sud fin verso la vetta, dovendo attrezzare direttamente il percorso e i campi. Txikon in più rifiuta l’ossigeno. Onore al merito. Ricordatevelo questo di non poco conto particolare. Perché altri contendenti futuri alla prima invernale hanno salito più d’una volta l’Everest, sempre utilizzando, magari marginalmente, l’ossigeno anche nei periodi pre e post monsonici. Se Txikon ce la fa, si mette in diretta competizione con il suo amico Simone Moro nella classifica delle spedizioni invernali, ma anche in competizione con i Polacchi, che nella gara dell’alpinismo d’altissima quota invernale e sul mercato ci stanno, eccome. Per chi non lo avesse capito il valore di questo virtuale titolo di “alpinista-frozen” vale qualche centinaia di migliaia di euro di sponsorizzazioni.

Ferran Latorre tornerà all’Everest per terminare la sua corsa sugli ottomila: è l’ultimo, tutti senza ossigeno, e 14 sono un bel risultato. Catalano, ottimo alpinista e comunicatore, persona per bene e di eccezionale simpatia e umanità. Gli facciamo tutti gli auguri possibili.

Kilian Jornet, anche lui catalano, da trentenne ha annunciato, dopo la rinuncia di questo autunno, che tornerà all’Everest la prossima primavera per polverizzare il record di non si sa chi, nel senso che i primati di salita sul tetto del mondo sono stati realizzati tutti da sherpa utilizzando abbondantemente ossigeno e pertanto sono “record” tarocchi, che contano ben poco. Senza ossigeno l’Everest lo aveva salito Marc Batard, nel 1989, in 22 ore dal campo base. Auguri a Kilian.

Ueli Steck, come abbiamo scritto, ha in testa la traversata Lhotse Everest. Una bella impresa che lui tenterà in velocità, se da est a ovest o al contrario, secondo condizioni meteo e della montagna, lo deciderà al momento. Se riuscisse sarebbe una gran bella impresa: un punto di difficoltà in più in arrampicata superato.

Everest in gran sfavillio atletico e sportivo, che ritorna nel circuito del grande alpinismo, anche se sappiamo, per le pubblicità che leggiamo sui siti specialistici, che il caravanserraglio turistico continuerà a portare sulla Dea Madre della Terra un mucchio di gente ossigenata e lassù trascinata.

Un prezzo da pagare con il sorriso sulle labbra.

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